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I finalisti del concorso fotografico "Straordinario quotidiano"

18 Aprile 2020

Le foto dei tre finalisti del concorso fotografico "Straordinario quotidiano" promosso dalla Fondazione Grossman, a cui i nostri studenti di terza media hanno partecipato insieme ad altri ragazzi di 12 scuole di Milano e Lombardia.

 I finalisti, selezionati da una giuria interna di professori, accedono ora alla fase di selezione dei vincitori a cura di una giuria di professionisti:

Giovanni Gazzaneo, giornalista e critico d'arte, ideatore e coordinatore della rivista "I luoghi dell'infinito", (mensile culturale di Avvenire) e presidente di Crocevia-Fondazione Alfredo e Teresita Paglione.

Max Mandel, Fotografo e ricercatore iconografico, che nel corso della sua attività ha compiuto ripetuti viaggi in Europa, Asia, America, pubblicando le sue fotografie presso case editrici italiane ed estere.

Ecco le foto in finale, corredate dal testo dei ragazzi:

Caterina Tesoro, 3A

"Presente"

Caterina Tesoro PRESENTE FSC

 

“Il mistero non è al di là della presenza delle cose, ma tutto costudito da quella presenza”
Il soggetto della mia foto è una bambina affacciata ad una finestra. La bambina è mia sorella. È una presenza, è il mistero più grande di tutti: la vita del prossimo.
In questa foto ci sono tre elementi: il soggetto, la bimba; la cornice, la finestra; e le tende, che sono come un sipario.
Dietro questo sipario, prima, si nascondeva la fragilità che il mondo faceva finta di non avere. Poi è arrivata l’emergenza coronavirus, e il mondo non ha potuto tenere nascosta la sua debolezza. Il sipario si è aperto come le tende tra le mani di questa bambina.
Il titolo di questa foto richiama una citazione tratta da un film: “Yesterday is a history, tomorrow a mistery and today a gift... that’s why we call it present”.
Questa bimba è un regalo per me, ma quello che sta accadendo è un presente per tutti: bisogna cambiare punto di vista per capirlo.

 

Pietro Bernocchi, 3A

"Contatto"

Pietro Bernocchi CONTATTO FSC

 

In questo periodo di difficoltà, che mi ha coinvolto personalmente, io e mia mamma, per comunicare, utilizzavamo questo metodo: allungavamo la mano. Il titolo scelto indica ciò che è mancato in questo periodo.

 

Luca Ambrogi, 3B

"Lo specchio di un bambino"

Luca Ambrogi LO SPECCHIO FSC

 

"Il mondo ora contiene più fotografie che mattoni e sono, sorprendentemente, tutte diverse."
(John Szarkowski)
La frase che ho voluto riportare ci dice che non serve per forza uno spettacolare paesaggio per fare una bella fotografia: basta solo l’attenzione ai particolari, alle luci e alle ombre.
Il titolo “Specchio di un bambino” vuole sottolineare da una parte la semplice quotidianità del soggetto centrale (cosa c’è di più quotidiano delle posate e di un bicchiere?) e dall’altra la possibilità di vedersi in quello in cui ci si imbatte (come un bambino che vede la propria immagine in una finestra). 


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