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L'unità della persona: vivere l’affettività e la sessualità dentro un orizzonte infinito

In occasione dell'edizione 2018 del Meeting di Rimini il Rettore della Fondazione Sacro Cuore, don José Clavería, è intervenuto all'incontro "Unità della persona" insieme a Pilar Vigil, ginecologa e docente alla facoltà di Scienze biologiche della Pontificia Università Cattolica del Cile e Presidente di Teen STAR. A tema la centralità della questione affettiva e il ruolo dell'educatore, che "non può mettere da parte gli aspetti scottanti della vita trattando solo gli aspetti didattici".

 "L'insegnamento accade dentro un rapporto - ha sottolineato il Rettore - e l'insegnante afferma questo rapporto attraverso la passione e la serietà con cui insegna e la fermezza con cui esige un impegno del ragazzo. Ma l'insegnamento non è fine a se stesso, veicola la comunicazione di ciò che è caro all'insegnante: ragazzi con un'affettività più matura, più stabile, con un centro di gravità affettivo chiaro ottengono di solito risultati scolastici migliori: la persona è una". "Dunque - ha aggiunto - è doveroso chiederci come possiamo educare i ragazzi a vivere i rapporti. Perchè con loro si parla di tutto, ma il tema affettivo è spesso un tabù. Spesso ci diciamo che occorre aggredire le grandi questioni più a monte, ponendo le domande fondamentali della vita. Ma si può andare all'origine delle grandi questioni parlando di tutto (politica, studio, morosa, famiglia) piuttosto che parlare della domanda esistenziale astrattamente".

"Oggi - ha continuato don Pepe - si confonde spesso l'affezione con i sentimenti: c'è una grande libertà nel cercare e gestire tutte le sensazioni e i sentimenti, ma si soffre di una grande instabilità che ci tormenta". Ma, come ha detto Papa Francesco al Sinodo dei Giovani, "I giovani sanno bene quando c'è il vero amore o il semplice entusiasmo truccato da amore: voi distinguete bene questo, non siete scemi!"

Il Rettore si è soffermato poi sulla natura delle relazioni. “C’è molta emozione nel rapporto, soprattutto all’inizio. Serve per colmare la distanza con l’altro. Ma se l'emozione non accetta un distacco ti acceca, e ti lascia svuotato e tristissimo. Un sano distacco può aiutare a vedere di più: invece che concepire il rapporto come qualcosa di esclusivo posso conoscere meglio l'altro se conosco la sua famiglia o i suoi amici, se lo vedo all'opera nel suo contesto. Cosa mi aspetto, cosa cerco in un rapporto? E' l'altro che mi può soddisfare o c'è un mistero da scoprire e servire? E come noi adulti possiamo far capire queste cose ai ragazzi? Non esiste il discorso perfetto che impedisca all'altro di sbagliare! I ragazzi hanno il diritto di fare la loro strada affiancati da adulti che possono guardare tutto insieme a loro, e capiranno qualcosa di nuovo solo se troveranno altri alla ricerca, che non si sottraggono ad un cammino per se stessi e che con la loro vita offrono una testimonianza di maggior rispetto per il fiore quando esso viene lasciato lì".

“Come nel rapporto affettivo si può uscire dalla dinamica della prestazione e del potere? - ha domandato don Pepe - Ne esce solo chi è certo di essere già stato voluto bene senza condizioni, di non essere da solo, di poter fare una strada verso la compiutezza affettiva”.

Guarda il video dell'incontro


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