home     mappa     credits     contatti  cerca  
> SacroCuore.org > Scuola Secondaria di primo grado > News > Dettaglio news

Istituto Sacro Cuore

Scuola dell'Infanzia

Scuola Primaria


Scuola Secondaria di primo grado
Avvisi e SacroCuoreInforma
News
Piano di studi
Attività opzionali
Offerta extracurricolare
P.O.F.
Classi
Docenti
Ricevimento parenti
Liceo Artistico

Liceo Classico

Liceo Scientifico

Spazio genitori

OpenDay 2004

OpenDay 2006

Scrittura creativa

Descrivi un luogo che tu conosci attraverso un sentimento, nato dall’incontro tra due cari amici o tra un assassino e la sua vittima.


Erano le nove di sera passate; il cielo era già buio. La luce della luna era fioca e pallida, piccolo brillio in quella moltitudine di nuvole che aleggiava tetra e misteriosa sopra la cittadina di Cremona.
Mary stava tornando a casa, era stata una giornata difficile, molto difficile…
Stava calando la nebbia, piano piano, come un ragno che si avvicina quatto quatto, con le sue otto zampe ciniche, alla sua preda, intrappolata in quella ragnatela, costruita da lui con così tanta cura e cattiveria.
Faceva freddo.


Mary si girò di scatto; ansimava. Aveva come la sensazione di essere seguita. Si guardò intorno. Nessuno, solo un’immensa distesa di tenebrosa foschia. Riprese a camminare; il suo cuore batteva all’impazzata. Si affrettò; i suoi passi divennero sempre più veloci, ritmati e precisi. Ora era buio pesto, si vedeva appena a un palmo dal naso. La ragazza continuava a camminare; l’unica cosa che voleva in quel momento era arrivare a casa sua, mettersi a letto, al caldo, e sognare… Sì, era da tanto che non sognava. Da giorni ormai aveva un solo unico incubo, sempre lo stesso, senza nemmeno una piccola, insignificante variante. Continuava ad assillarla, non la lasciava in pace un attimo, un solo, misero attimo della sua vita, ormai segnata e deturpata da quella oscena visione della settimana precedente…
Ma domani sarebbe tutto finito. Avrebbe mandato quel mostro in galera, a marcire per il resto dei suoi giorni.


In quei sinistri pensieri, Mary proseguiva per la sua strada, circondata da un silenzio spettrale, in cui l’unico rumore udibile erano i suoi passi.
Le case, tetre e misteriose, disabitate ormai da anni, aumentavano la sua paura, il cuore quasi le scoppiava nel petto. No, non poteva tornare indietro, ormai le mancava poco. All’improvviso si udì uno scricchiolio. Mary si fermò, terrorizzata. Qualche metro avanti a lei, come dal nulla, apparve la scura figura di un uomo, che si voltò verso di lei. Era lui, ne era sicura.


Cercò di scappare, ma i suoi piedi parevano essersi incollati all’asfalto, nero e silenzioso, testimone di chissà quanti omicidi. Era come pietrificata, il sangue le si raggelò nelle vene. Johnny era là avanti, un pugnale ben stretto dietro la schiena. Doveva farlo, non aveva scelta. L’aveva visto, e il giorno dopo avrebbe testimoniato! No, non poteva permetterlo. S’incamminò verso la ragazza. Mary era ancora lì, ferma immobile come una statua, ad incupire maggiormente quel luogo terribilmente angosciante.


Vide l’uomo avvicinarsi, vide i suoi occhi scintillare nel buio. Le parve che le pareti di quel violetto le si stringessero attorno; l’edera attaccata ai muri delle case le si avvinghiò addosso, con quelle sue piccole e sadiche ventose. Tutto divenne irreale, l’uomo si avvicinava sempre più. Mary cominciò a divincolarsi; urlava, piangeva, singhiozzava disperatamente.
Cadde a terra, un pugnale nel petto. Johnny corse via, veloce come il vento.
La nebbia avvolse quel corpo senza vita, gettando su quel vicolo un altro macabro alone di mistero.

Camilla Sammartino

News inserita il 21 giugno 2008.

Fondazione Sacro Cuore - via Rombon 78 - 20134 Milano - tel. 02.210103.500 - C.F. 97029460157 - P.I. 07340120158
Copyright(c) Fondazione Sacro Cuore - Tutti i diritti riservati - Vietata ogni riproduzione anche parziale senza consenso