Narra una gara o una contesa a cui hai partecipato facendo uso di similitudini e imitazioni dello stile omerico
Nel campo e sulle tribune sale il caloroso tifo seguito da applausi simili a schiaffeggi sull’acqua che emettono un rumore sordo. Il giudice di gara come generale con i soldati calma la furia dei centrali di difesa, la voglia degli attaccanti di segnare ed esultare, liberandosi da un macigno che pesa sulla schiena. Si tocca il terreno di gioco, nel mio corpo la tensione sale fino alla testa come l’acqua che sale sulla carta e l’affloscia lentamente. Gli applausi sono zittiti dalla tensione, tutto diventa più rallentato: guardo le tribune, mi rigiro, guardo Francesco, mi rigiro, guardo la linea bianca di meta campo che mi conduce al centro come via retta.
Come un equipaggio esperto prende posizione sulla nave, così tutti i giocatori prendono il posto assegnato. Là sulla sinistra guardo il pallone e poi un fischio acuto mi risveglia. Tutto è più veloce ma la partita è cattiva e dura e sembra non risolversi. Fino a quando, come un lampo che squarcia il cielo, Giacomo, penetra con forza nella difesa, come un taglia erba che con lama bassa mozza i fusti dell’erba, il suo tiro schizza sulla terra umida del campo e gonfia la rete con una folata di vento. Il cuore che prima suonava come un tamburo ha un sobbalzo, e la gioia lo allaga rompendo gli argini del contenimento. Gli avversari tutt’altro che demoralizzati, continuano la lotta come un soldato ferito che si rialza più irato e con forti e decisi colpi allo scudo fa tremare il braccio dell’avversario, così noi subiamo la loro ferocia.
Io mi infilo fra due alberi e come chi si trova di fronte a un burrone da saltare, così io mi trovo con il pallone tra i piedi e di fronte il portiere che in agguato aspetta l’errore. L’immagine si fissa nella mia testa come una fotografia in una fotocamera. Tutto è fermo fino a quando il mio piede fa partire un fendente. Come un aereo prende il volo evitando un banco di nubi, così il mio tiro evita la mano del portiere e si infila deciso sotto la traversa.
Sento il mister urlare di gioia, Francesco rincorrermi ed io, come un airone, con le braccia aperte corro per prendere il volo sotto la tribuna e vedo mia sorella e mia nonna che saltano per la gioia. Poi, ad un tratto, come un grembiule si incastra nella maniglia, così la mano di Francy mi atterra ed io cado a terra sovrastato da tutta la squadra.
Il secondo tempo è fatale, e l’avversario come una belva approfittatrice ci segna due goal su due calci d’angolo. Tutti sono incitati da Francy, ma la porta avversaria è come protetta da una cupola indistruttibile. Come un abile guerriero che si libera dei suoi nemici, così Giacomo si libera dei suoi marcatori e lancia la palla sulla sinistra. Come una freccia scoccata che centra il bersaglio, così il mio cross arriva piatto a Marco che, ci fa vincere la finale, come un esercito distrugge una piccola pattuglia con spietatezza.
Al momento di alzare la coppa un applauso scoppia su tutto lo stadio e come soldati afflitti che rispettano l’avversario anche gli avversari applaudono. Il sole splende e luccica sulla coppa, come un lampadario che illumina i nostri occhi.
Luca Galli
News inserita il 10 maggio 2008.
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