Un anno di studio a Londra: parlano i protagonisti
Ogni anno la scuola organizza un periodo di studio di Inghilterra; abbiamo intervistato i tre ragazzi che hanno affrontato questa avventura durante l’anno scolastico 2000-2001. IRENE Domanda: Quando due anni fa ti hanno proposto un passaggio alla scuola inglese al posto di una normale classe quarta qui in Italia, qual è stata la tua reazione? È stato difficile decidere di cambiare vita per un anno? Risposta: In verità i miei genitori hanno risposto subito che sarei andata prima ancora che io lo sapessi. È stato perché, quando ho saputo che c’era la possibilità di andare in Inghilterra, io avevo già detto ai miei genitori che mi sarebbe piaciuto; ero già stata a Londra per due estati e mi era piaciuto molto e inoltre mi affascinava molto come nuova esperienza quella di andare in un altro Paese ad incontrare nuova gente e a vedere un mondo diverso da quello nel quale siamo abituati a vivere. Non è stato quindi difficile scegliere: ho deciso subito e solo prima di partire mi sono “accorta” effettivamente della decisione che avevo preso, perché inizialmente non mi era sembrata una cosa così assurda; però, una volta arrivata ti accorgi che comunque ci sono molte difficoltà, non è così semplice come sembra, anche la mancanza della famiglia o delle mie abitudini non mi hanno agevolata: è stato difficile, per esempio, abituarsi ad andare a scuola fino alle quattro di pomeriggio. Domanda: È stato difficile instaurare rapporti d’amicizia con i tuoi compagni di classe londinesi? È cambiato il rapporto con i tuoi compagni d’avventura, e se sì, come è maturato? Risposta: Instaurare rapporti con la gente inglese è stato abbastanza difficile perché, soprattutto nella nostra scuola, erano divisi in gruppi a seconda dei diversi interessi di ognuno, chiudendosi con gente che conoscevano già. Quindi, noi che arrivavamo dall’Italia e che per di più sembravamo un gruppetto a parte perché, per esempio, ci trovavamo quasi sempre a studiare fra di noi, abbiamo fatto conoscenza soprattutto coi ragazzi che avevamo nelle nostre classi; ma siccome le classi cambiano ogni ora, i ragazzi non erano sempre gli stessi e quindi era difficile mettere in piedi un rapporto vero. Con qualcuno ci siamo riusciti ma è stato molto difficile. Fra noi tre invece ci siamo abituati a stare insieme e a sopportarci a vicenda, cioè a tenere conto dell’altra persona sotto tutti i suoi aspetti. A un certo punto arrivi a dirti le cose in faccia, per cui se c’era qualcosa che non andava ce lo si diceva apertamente e questo ci ha aiutato a rendere più bello il nostro rapporto. MARCO Domanda: L’anno scorso tu e due tuoi compagni avete soggiornato per tutta la durata della quarta in Inghilterra. Di cosa si tratta esattamente? Risposta: Si tratta di un periodo di studio per imparare sul campo la lingua inglese e conoscere la cultura del mondo anglosassone, vivere in una famiglia e frequentare una scuola normale proprio come un qualunque ragazzo inglese della nostra età. Domanda: È stata un’esperienza positiva o negativa? La rifaresti? È servita solo all’apprendimento della lingua? Risposta: Sicuramente, da un punto di vista dell’approfondimento delle conoscenze della lingua inglese, è stata positiva. Il lato negativo è stato quello del rapporto con gli inglesi, un po’ carente, essendo loro chiusi verso gli stranieri, e in particolare verso gli italiani. Lo rifarei volentieri perché comunque è stato un anno abbastanza divertente, affascinante per le nuove esperienze vissute, anche se al nostro ritorno in Italia abbiamo dovuto studiare parecchio per rimetterci in pari col programma che avevano svolto i nostri compagni rimasti in Italia. SERGIO Domanda: Quali sono le differenze tra la scuola italiana e quella inglese? Risposta: Le due scuole sono molto diverse, perché il nostro liceo là corrisponde ad un “college” della durata di due anni (quindi fino ai diciassette anni). Per capirci, gli studenti inglesi vanno all’università un anno prima di noi (quella che corrisponde alla nostra scuola media, in Inghilterra dura cinque anni anziché tre). A parte questo, la struttura è proprio diversa, perché il college è strutturato come una nostra università, nel senso che tu scegli i corsi che vuoi frequentare e poi non hai una classe precisa, ma ti sposti in classi diverse a seconda dei corsi scelti, mentre qua in Italia è il professore che si sposta nelle diverse aule. Ogni studente sceglie circa quattro materie da frequentare in questi due anni, anche se il secondo anno in genere se ne abbandona una, portando quindi il numero a tre, mentre qui in Italia, in un qualsiasi liceo, si studia circa una decina di materie. Domanda: Ma quindi come è strutturata e quanto dura una giornata scolastica? Risposta: La giornata dura in media dalle nove di mattina alle quattro di pomeriggio, però ogni studente ha alcune ore buche per cui la mattina non è completamente occupata. In totale possiamo dire che ci sono in media quattro o cinque ore effettive di scuola al giorno. Domanda: Quale è stato il maggior cambiamento che hai dovuto apportare alla tua vita? Risposta: Penso che il cambiamento più evidente sia stato quello di cambiare famiglia, cioè andare a vivere in una famiglia che non conoscevo. Iniziare un rapporto con una famiglia che era abituata ad avere tanta gente in casa come quella in cui stavo in Inghilterra è stato inizialmente difficile perché non sapevo se potevo stare con loro, se li disturbavo; loro, d’altra parte, non sapevano se lasciarmi solo o coinvolgermi in cose che forse mi avrebbero potuto dare fastidio. In seguito però ho visto che il rapporto è cambiato tantissimo, è migliorato e, alla fine, eravamo contenti sia io che loro di questa esperienza; io sono riuscito a farmi coinvolgere nella loro vita e loro nella mia, quindi alla fine questo cambiamento è stato molto positivo. Col “fratello” inglese, per esempio, ci siamo limitati a salutarci per tutto il primo mese di convivenza, poi invece abbiamo iniziato a parlare e l’aver instaurato questo rapporto ci ha lasciato entrambi molto contenti. Foto 1 e 2: St. Dom's College Foto 3: La biblioteca Foto 4: Il laboratorio di chimica
News inserita il 9 febbraio 2002.
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