La comunicazione. Una conversazione con il prof. Luca Botturi, dell’Università di Lugano
Venerdì 13 gennaio il professor Botturi, della Facoltà di Scienze della Comunicazione nell’Università di Lugano, tiene agli studenti della III Liceo una lezione sul tema della comunicazione. La lezione, che si svolge in un continuo dialogo tra professore e studenti, comprende anche la visione di spezzoni di film, il racconto di una fiaba e un gioco, ovvero delle situazioni scelte e proposte appositamente per mettere in luce alcuni elementi-chiave della comunicazione. Alla domanda circa il significato del termine “comunicazione”, ci vengono subito in mente gli strumenti comunemente impiegati per comunicare (telefono, computer, televisione…), ci concentriamo sullo scambio di informazioni e segnali. In realtà la comunicazione –come ben dimostra il professor Botturi- non si riduce ad una mera trasmissione di dati. Innanzitutto perché ci possa essere comunicazione, tra colui che trasmette il messaggio e colui che lo riceve deve esserci un linguaggio comune: il mittente codifica un messaggio che il destinatario deve essere in grado di decodificare. Ma la presenza di un codice comune non è ancora sufficiente: per comunicare: le persone devono sapere qualcosa l’una dell’altra. Elemento fondamentale è il referente. Le informazioni trasmesse o ricevute, infatti, si riferiscono ad un oggetto che è o sta entrando nell’esperienza di chi parla e di chi ascolta e che costituisce così il common ground tra i due. Inoltre, l’interazione è ciò che ci permette di intuire il significato di cose che noi immediatamente non capiamo (ad esempio se comunichiamo con qualcuno che parla una lingua a noi sconosciuta, possiamo comunque almeno intuirne il messaggio attraverso i gesti, l’espressione del volto, ecc.). Indispensabile condizione del comunicare è, dunque, il saper ascoltare, l’interesse, l’attenzione a cogliere ciò che l’altro vuole trasmettere. Infine, perché ci sia realmente comunicazione è necessario che l’interlocutore metta in gioco la propria esperienza. Tuttavia, la comunicazione non è l’unico elemento di cui disponiamo: tra gli interlocutori esiste un rapporto, una relazione. Siamo innanzitutto noi che comunichiamo. La conversazione con il professor Botturi è stata l’occasione per scoprire prima di tutto che dietro al termine “comunicazione”, che viene usato così di frequente e talvolta anche in maniera banale, si cela in realtà una situazione tanto complessa da essere addirittura oggetto di studio. All’interno di tale studio ciò che è realmente interessante è la scoperta del fondamentale e imprescindibile ruolo che la persona ricopre nell’ambito della comunicazione. Se si vuole comunicare qualcosa, infatti, non si può prescindere da chi si ha davanti: partendo dal presupposto che c’è comunicazione solo quando l’interlocutore mette in gioco ciò che percepisce in base ai segnali che gli vengono proposti, è necessario tener sempre presente che il significato del messaggio è recepito in maniera diversa a seconda della persona con cui comunichiamo. Maria Montemerlo
News inserita il 1 marzo 2006.
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